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Flugverkehr und Klimawandel Zur globalen Umweltbelastung |
Il
cambiamento del clima e il traffico aereo Impatto
ambientale globale |
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12-10-2009 COI PIEDI PER
TERRA Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" Numero 237 EDITORIALE. CON LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA
ITALIANA CONTRO IL DISSENNATO E ILLEGALE INCREMENTO DEL TRASPORTO AEREO In varie localita' italiane in cui si
trovano aeroporti o che sono minacciate dalla costruzione di nuovi scali
stanno sorgendo movimenti della societa' civile che si impegnano per
difendere l'ambiente, la salute, la legalita', la propria terra, la propria
vita ed insieme la biosfera dell'intero pianeta e i diritti delle generazioni
future. Questi movimenti fanno leva su
rilevanti valori culturali, morali e civili, e difendono fondamentali
diritti. Valori e diritti riconosciuti dalla
Costituzione della Repubblica Italiana, che ancora una volta e' un basilare
punto di riferimento per contrastare le lobbies speculative, rapinatrici,
avvelenatrici e onnidistruttive dei nuovi vandali. In particolare l'articolo 8, comma
secondo, che stabilisce che la Repubblica "Tutela il paesaggio e il
patrimonio storico e artistico della Nazione"; e l'articolo 32, comma
primo, che stabilisce che "La Repubblica tutela la salute come
fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettivita'...". L'evidenza scientifica, la
dottrina giuridica, la consapevolezza morale, l'impegno civile cooperano
affinche' sempre piu' persone prendano coscienza della necessita' ed urgenza
di ridurre il trasporto aereo e di non costruire nuovi scellerati, insensati
ed illegali mega-aeroporti. |
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20-05-2009 COI PIEDI PER
TERRA Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" Numero 191 LA PRESTIGIOSA ASSOCIAZIONE DEI "MEDICI PER
L'AMBIENTE" CHIEDE AL PARLAMENTO EUROPEO UN IMPEGNO PER LA RIDUZIONE DEL
TRASPORTO AEREO Mobilita' Una migliore qualita' dell'aria potra'
essere garantita soltanto da una rapida trasformazione dell'intero sistema
dei trasporti che permetta una drastica riduzione dell'immissione in
atmosfera dei prodotti della combustione di petrolio, gasolio, benzine, gas. L'Isde chiede quindi al Parlamento
europeo di incentivare il trasporto su rotaia e le cosiddette autostrade del
mare per il trasporto di merci e persone; di prodigarsi per una progressiva
riduzione del traffico automobilistico e per la limitazione delle aree urbane
destinate al trasporto privato, nelle grandi e piccole citta', che potrebbero
cosi' recuperare fascino, bellezza e condizioni di vita piu' salubri; di
disincentivare il trasporto commerciale su gomma; di sottoporre a politiche
di monitoraggio e riduzione il traffico aereo. Tenuto conto del fatto che il
traffico aereo e' attualmente responsabile (secondo le stime piu' ccreditate) del 4-10% delle emissioni di
anidride carbonica, l'Isde ritiene che sarebbe necessario promuovere
politiche di riduzione e intende proporre una moratoria per la costruzione di
nuovi aeroporti e l'ampliamento di
quelli gia' esistenti (Germania e Francia hanno gia' attuato questo
provvedimento, che dovrebbe essere raccomandato agli altri paesi europei e in
particolare all'Italia dove al momento si registra la presenza di piu' di
cento aeroporti). L'Isde chiede per contro di
implementare i collegamenti ferroviari
tra le capitali europee e di migliorare le reti ferroviarie locali e
nazionali, ma sempre nel rispetto delle peculiarita' dei territori e dei
diritti delle popolazioni interessate". |
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Si riportano i
risultati di una analisi comparata sulle performance delle diverse modalità
di trasporto (nella fattispecie relativo alle persone) in termini di
emissioni specifiche di CO2, presentato di recente dal WWF-UK
(febbraio 2007). Emissioni specifiche per
modalità di trasporto (Kg CO2
per 1.000 passeggeri/km)
Fonte: WWF, One Planet Business. Global Evidence Base 2006. |
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MARINELLA CORREGGIA:
RELAZIONE AL CONVEGNO DI ROMA DEL 9 NOVEMBRE 2007 Fonte: Coi piedi
per terra. 210 Centro di ricerca per la pace Testo della relazione al convegno svoltosi il 9 novembre
2007 a Roma, dal titolo "A terra, per la Terra! Per una campagna
italiana per la riduzione e la tassazione del trasporto aereo di persone e
merci. Un imperativo di sopravvivenza, per il clima e l'equita'". "Volare low cost e' una conquista... pensate
ai diciottenni come mio figlio che adesso possono andare a Londra o in Spagna
con 10 euro!" (un politico
italiano) "Solo
il 5% della popolazione mondiale - i ceti piu’ abbienti - vola, ma sono gli
altri a subire maggiormente le conseguenze dei cambiamenti climatici" (dossier
Clearing the Air, Transport & Environment) "In un futuro che dovra' contenere il caos
climatico e far fronte alla penuria fossile, comportamenti come viaggiare in
aereo dovranno per forza essere imitati a una ristretta elite" (dal film The Crude Awakening, finalista a
Cinemambiente 2007) La crescita del trasporto
aereo di merci e persone si puo' definire, in due aggettivi, come:
ecologicamente insostenibile e socialmente ingiusta. Piu' aeroporti,
piu' low cost, piu' gas serra, piu' distruzione, piu' ingiustizie... Per solcare i
cieli le panciute cavallette di ferro imbottite di kerosene contribuiscono
fino al 10% alle emissioni mondiali di gas serra, se si prende in
considerazione la totalita' dell'effetto climalterante provocato dai voli.
Non solo: il trasporto aereo e' fra tutti il comparto economico le cui
emissioni crescono piu' velocemente: piu' 100% rispetto al 1990, anno di
riferimento del Protocollo di Kyoto; e secondo le stime di Eurocontrol,
nell'Unione Europea l'entita' delle emissioni raddoppiera' nel 2020 rispetto
ai dati 2003. E non dimentichiamo che anche i cinesi e gli indiani cominciano
a volare e acquistare merci lontane che hanno arato i cieli. Un circolo vizioso
e' innescato in particolare dalla dittatura a basso prezzo delle compagnie
low cost - minori i prezzi, maggiore la domanda, piu' domanda piu' offerta;
piu' voli piu' aeroporti, piu' aeroporti piu' voli. Il prezzo in denaro di un
biglietto aereo su corte, medie e lunghe distanze e' inversamente
proporzionale al danno che il volo provoca: le emissioni di gas serra per
chilometro per passeggero di un aereo (anche di quelli piu' efficienti...
peraltro ogni guadagno di efficienza viene annullato dall'aumento
esponenziale dei voli) sono dieci volte maggiori di quelle di un treno
Intercity, eppure un biglietto aereo low cost costa molto meno di un
biglietto del treno. |
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Klimakiller Flugverkehr:
Verursacher mit den größten CO2-Wachstumsraten.
Foto: Gerold Kier 27.6.2007 Flugverkehr:
Einbezug in den EU-Emissionshandel Germanwatch-Stellungnahme im
Europaparlament vom 27.6.07 Der geplante Einbezug des Flugverkehrs
in den Emissionshandel der Europäischen Union war Thema einer Sitzung des
Ausschusses für Verkehr und Tourismus des EU-Parlamentes am 27. Juni.
Wichtigste Diskussionsgrundlage war der Berichtsentwurf des Parlamentes vom
deutschen MEP Peter Liese zum Richtlinienentwurf der EU-Kommission vom
20.Dezember 2006. Germanwatch-Referent Sven Harmeling, der als Experte
eingeladen war, bewertete die Änderungsvorschläge von Peter Liese insgesamt
als eine deutliche Verbesserung gegenüber den Vorstellungen der
EU-Kommission. Dennoch wies er auf weiteren Verbesserungsbedarf hin,
insbesondere hinsichtlich einer deutlicheren Begrenzung der
Emissionsobergrenze für den Flugverkehrssektor und der Notwendigkeit einer
vollständigen Versteigerung der Zertifikate. Diese Forderungen werden von
einer Reihe europäischer Umweltorganisationen mitgetragen. Bei einer Anhörung im EU-Parlament
am selben Tag sagte Bundesumweltminister Sigmar Gabriel, er gehe davon aus,
dass es zu einer Versteigerung von mindestens 50 Prozent der Zertifikate
kommen werde. Er machte deutlich, dass zum Funktionieren des Marktmechanismus
allerdings eine 100-prozentige Versteigerung anzustreben sei. Da sich die
deutsche Regierung bisher noch nicht klar zum Richtlinienentwurf der
Kommission positioniert hatte, ist dies als ein deutliches Signal
einzuschätzen. 01/03/2007 Verursacherprinzip:
Flugverkehr soll Anpassungsmaßnahmen finanzieren Die EU-Kommission schlägt Einbeziehung des Flugverkehrs
in den Emissionshandel vor Die Vorbereitung auf die Folgen des
Klimawandels wird entwicklungspolitisch immer dringlicher. Nach Schätzungen
der Weltbank sind bis zu 20 Prozent der Investitionen, die durch die
offizielle Entwicklungshilfe finanziert werden, vom Klimawandel betroffen. In
manchen Ländern wie Bangladesch oder Ägypten sind es sogar mehr als 40
Prozent. An den Klimawandel angepasste Entwicklung erfordert jährlich
schätzungsweise zwischen zehn und 40 Milliarden US-Dollar zusätzlich. Das
Klimaregime sieht unterschiedliche Instrumente vor, um Anpassung in
Entwicklungsländern zu finanzieren, unter anderem zwei freiwillig durch
Industrieländer finanzierte Fonds, denen derzeit für Anpassungs- und andere
Maßnahmen ca. 60 Millionen US-Dollar zur Verfügung stehen. Ein anderes
Beispiel ist der so genannte Adaptation Fund des Kyoto-Protokolls, der aus
einer Abgabe auf den projektbezogenen Emissionshandel in Entwicklungsländern
(CDM) gespeist wird. Für Letzteren werden nach Schätzungen bis 2012 zwischen
270 und 600 Millionen US-Dollar zur Verfügung stehen. Die verfügbaren Mittel liegen
allerdings weit unter dem, was nötig wäre. Für die Zukunft der
internationalen Klimapolitik ist daher eine der entscheidenden Fragen: Wie
werden die Industrieländer in substanziell größerem Umfang Geld für die
Anpassung bereitstellen? Quelle: www.germanwatch.org |
Il cambiamento
climatico riguarda tutti! Intergovernmental Panel on Climate Change |
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[Testi apparsi in
"Voci e volti della nonviolenza" n. 95 del 14 agosto 2007] |
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ALESSANDRO
PIZZI sindaco di Soriano nel Cimino (Vt): Le forti ragioni del comitato che si
oppone all’aeroporto Opporsi alla costruzione di un nuovo aeroporto e lottare
per un ridimensionamento del numero dei voli e' un'azione necessaria per la difesa
della salute delle persone e per pensare ad un modello di società che si basi
su un basso consumo di energia, sull'uso delle tecnologie appropriate e su
un'economia legata alle risorse locali. Fonte: www.coipiediperterra.org |
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UN'INTERVISTA A
MARINELLA CORREGGIA attivista della campagna europea contro l'impatto
climatico e ambientale dell'aviazione. Fonte: www.coipiediperterra.org |
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22/06/2007 Internazionale La nuova nicotina Da quando ci sono le low cost, volare è
diventato un vizio. L’industria del turismo ci spinge a continuare, ma
dobbiamo a tutti i costi ridurre. |
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21/06/2007 Espresso Pianeta Slow Travel Nell’era del global warming il
viaggiare va ripensato. Perché gli aerei inquinano. Moltissimo. Il nuovo
mantra degli economadi? Chi vola avvelena
anche te. Digli di smettere. MARINELLA CORREGGIA: ALCUNE REGOLE PER SPOSTAMENTI RESPONSABILI Fonte: NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN
CAMMINO Numero 172 del 5 agosto 2007 |
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Il cielo sopra S.Giacomo,
giugno 2007 Der Himmel über S.Jakob, Juni 2007
Il cielo sopra Bolzano,
gennaio 2007 Der Himmel über Bozen, Jänner 2007
Il cielo sopra S.Giacomo,
02/10/2007 Der Himmel über S.Jakob, 02/10/2007
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Flugverkehrsstopp zwischen dem
11. und 13. September 2001 zeigt Auswirkungen auf die Temperaturen Kondensstreifen
beeinflussen regionales Klima Seit längerem
ist bekannt, dass Kondensstreifen auf regionaler Ebene eine Modifizierung des
bodennahen Klimas bewirken. Der Sonderbericht des Intergovernmental Panel on
Climate Change zu Flugverkehr (1999) besagt, dass die erwärmende Wirkung der
Kondensstreifen im globalen Mittel mindestens genauso groß ist wie die des
Kohlendioxids - dem prominentesten Emissionsbestandteil der Flugzeugabgase. Wissenschaftler
der University of Wisconsin unter Leitung von D. Travis nutzten den Flugstopp
vom 11. - 13. September 2001 in den USA zu einer Messung der Auswirkungen von
Kondensstreifen. Eindeutig konnte ein Effekt festgestellt werden: Ohne
Kondensstreifenbedeckung ist die tägliche Temperaturspanne 1 Grad höher als
im 30-jährigen Mittel von 1971 - 2000. Nachts tritt wegen der Kondensstreifen
eine geringere Abkühlung ein, tagsüber eine verminderte Aufheizung. Dieser
Wert von 1 Grad gilt im räumlichen Mittel. Es konnte zudem gezeigt werden,
dass in den Regionen, in denen deutlich mehr Kondensstreifen auftreten, die
größte Änderung der täglichen Temperaturspanne festzustellen ist. GERMANWATCH
übersetzt wichtige Ergebnisse in Auszügen.
Quelle: www.germanwatch.org |
Dalla rubrica lettere della Repubblica del
28-05-2007: Dalla rubrica lettere della Repubblica del
07-07-2007: |
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16/01/2007
Il "mistero" delle scie nel cielo, sotto accusa finiscono gli aerei.
Di LUIGI BIGNAMI per La Repubblica. Secondo gli esperti non sono altro che
che vere e proprie nubi create dagli scarichi dei velivoli Ma gli
ambientalisti avvertono: "Responsabili delle mutazioni del clima".
Le ricerche hanno dimostrato che le scie possono rimanere sospese nell'aria
addirittura per giorni interi e coprire migliaia di chilometri quadrati,
diventando praticamente indistinguibili dalle nubi chiamate cirri. Poiché le
nubi, soprattutto quelle molto sottili, hanno una notevole importanza per
clima, da un lato respingendo i raggi solari, dall'altro intrappolando il
calore terrestre, si capisce perché questo tipo di scie viene
approfonditamente studiato dai ricercatori per le possibili implicazioni
climatiche. |
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Flugverkehr ist ein Klimakiller erster Ordnung. Der Flugverkehr trägt zwar nur ca. 3 % CO2 Anteil an den
Gesamtemissionen, hat aber ca. 10 % Auswirkung auf das Klima. Denn ergänzende
Effekte wie die Kondensstreifen oder die CO2 Emissionen auf typischer
Flughöhe verstärken die Schädlichkeit. Wer unbedingt fliegen muss, sollte Projekte unterstützen, die
entsprechende Mengen CO2 einsparen wie zum Beispiel Atmosfair (z.B. www.atmosfair.de). |
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05/01/2007
LONDRA - Il ministro britannico dell'Ambiente Ian Pearson si scaglia contro
le compagnie aeree low cost. Chiesta all'Unione Europea di inserire entro
il 2011 il trasporto aereo nel sistema comunitario dello scambio delle quote
di emissione dei gas responsabili del cosiddetto "effetto serra".
(Fonte La Repobblica) ñ 20/12/2006 Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di
includere le attività di trasporto aereo nel sistema comunitario di scambio
delle quote di emissione dei gas a effetto serra. ñ
20/12/2006
Vorschlag für eine RICHTLINIE DES EUROPÄSCHEN PARLAMENTS UND DES RATES zur
Änderung der Richtlinie 2003/87/EG zwecks Einbeziehung des Luftverkehrs in
das System für den Handel mit Treibhausgasemissionszertifikaten in der
Gemeinschaft ñ
20/12/2006 EU-Kommission schlägt Einbezug des
Flugverkehrs in den Emissionshandel vor
Heute hat die EU-Kommission einen Richtlinienvorschlag veröffentlicht,
wie zukünftig der Flugverkehr in das Europäische Emissionshandelssystem einbezogen
werden soll. Danach sollen ab 2011 alle Flüge innerhalb der EU durch den
Emissionshandel erfasst werden. Wenn Fluglinien mehr Emissionen verursachen,
als ihnen Zertifikate zugestanden werden, müssten sie Emissionszertifikate
hinzukaufen. Ab 2012 sollen auch die Flüge zwischen EU-Staaten und
Nicht-EU-Staaten erfasst werden. Damit würde den stetig wachsenden Emissionen
des Flugverkehrs, der andere Klimaschutzbemühungen zu kompensieren droht,
eine absolute Obergrenze auf heutigem Niveau auferlegt. Die Umwelt- und Entwicklungsorganisation Germanwatch erklärt hierzu: "Die Initiative der Kommission ist klimapolitisch ein wichtiger
Schritt nach vorne. Gerade weil der internationale Flugverkehr nicht im
Kyoto-Protokoll erfasst ist und globale Regelungen fehlen, ist es ein starkes
Signal, dass der Flugverkehr sich nicht auf ewig seiner Verantwortung
entziehen kann", so Christoph Bals, Politischer Geschäftsführer von
Germanwatch. "Bedauerlich ist allerdings, dass nur CO2 und nicht die
gesamte Erwärmungswirkung des Flugverkehrs berücksichtigt wird. Damit
wird mindestens die Hälfte des Problems ausgeblendet." Erfreulich sei
allerdings, dass auch die internationalen Flüge in die und aus der EU
einbezogen werden sollen. Quelle:
www.germanwatch.org Migliorare la qualità di
vita in Europa. Ambiente, trasporti e sviluppo sostenibile. 43) la Commissione esorta a provvedere a un
migliore coordinamento delle politiche dei trasporti e dell'ambiente,
improntato allo sviluppo sostenibile, proponendo obiettivi concreti di
riduzione del CO2 per il parco automobilistico totale e integrando i
trasporti aerei negli obblighi vincolanti del Protocollo di Kyoto; ñ 22/11/2006
Contro l'inquinamento voli più cari. La Ue: aumenti fino a 39 euro a
biglietto
La Repubblica (con titolo in
prima) parla del ruolo che hanno gli aerei nell'inquinamento e dei
provvedimenti UE per allinearsi al protocollo di Kyoto. Pronto il piano europeo
che applica il protocollo di Kyoto: la Commissione lo discute a dicembre
Esclusi i velivoli militari di Stato e quelli privati di piccole dimensioni. ñ
16/11/2006
Luftverkehr soll ab 2011 CO2-Ausstoß verringern [DE] EU-
Kommission Auf
EU-Ebene laufen die Diskussionen über Möglichkeiten, die Klimaauswirkungen
der Luftfahrt zu begrenzen ñ
10/11/2006
EU plant Emissionsgrenzen für Luftverkehr EU-
Kommission Umweltkommissar
Stavros Dimas hat angekündigt, innerhalb der nächsten Wochen einen Vorschlag
hinsichtlich der Ausweitung des EU-Emissionshandelssystems auf
Fluggesellschaften vorlegen zu wollen. Eine Gesamtüberprüfung des Systems
steht ebenfalls an. Der Einbezug des
Flugverkehrs in das europäische Emissionshandelssystem wird derzeit intensiv
als Instrument diskutiert, das die wachsenden Klimawirkungen des Flugverkehrs
beschränken könnte. Das vorliegende Papier gibt einen Überblick über die
Vielzahl der hierbei zu klärenden methodischen Fragen sowie über die
beteiligten Interessengruppen und ihre Standpunkte. Neben der ökologischen
Lenkungswirkung bietet das Instrument auch die Option - ähnlich wie die in
der Diskussion befindliche Flugticketabgabe - zur internationalen
Entwicklungsfinanzierung beizutragen. ñ 11/07/2006
Il Parlamento alle compagnie aeree: “Limitare le emissioni di CO2” Con l'aumentare dei viaggi a basso costo e della competizione tra
compagnie aeree, la preoccupazione per l'inquinamento provocato dai giganti
del cielo aumenta. Gli eurodeputati, la scorsa settimana, hanno approvato al
riguardo una risoluzione che porterà forse un incremento nei prezzi, ma che
sicuramente limiterà le emissioni dei gas che provocano l'effetto serra
nell'atmosfera. Fonte: Sito ufficiale del Parlamento Europeo ñ 27/05/2005
Klimawandel und Luftverkehr EU- Kommission Der stetig
anwachsende Luftverkehr ist für einen beträchtlichen Teil der
Treibhausgasemissionen verantwortlich, die zur globalen Klimaerwärmung beitragen.
Die Kommission hatte im Oktober 2005 vorgeschlagen, für die CO2-Emissionen
für alle abhebenden Flugzeuge innerhalb der EU einen oberen Grenzwert
festzusetzen und den Fluggesellschaften den Handel mit überschüssigen
„Luftverschmutzungslizenzen“ im Rahmen des europäischen
Emissionshandelssystems zu ermöglichen.
Ein offizieller Gesetzesvorschlag wird im Verlauf des Jahres 2006
vorgelegt werden, welcher die Aufnahme des Luftverkehrs in das europäische
Emissionshandelssystem ab frühestens 2009/ 2010 vorsieht. ñ ZUR LAGE DER WELT 2004 Wie wir fliegen. Flugverkehr
zwischen Konsum und Klimaschaden. Worldwatch Institute (Hrsg.) in
Zusammenarbeit mit der Heinrich-Böll-Stiftung und Germanwatch.
Zusammenfassend lässt sich sagen, dass der Flugverkehr aufgrund seiner
besonderen Klimawirksamkeit und der großen Distanzen als ökologisch
nicht-nachhaltiges Verkehrsmittel bewertet werden muss. Besondere Klimaeffekte
wie die von Zirruswolken unterscheiden ihn dabei signifikant von anderen
Verkehrsträgern und Industriezweigen. Quelle: www.germanwatch.org ñ Inquinamento aereo: Una stima per difetto paragona
l'inquinamento di ogni aereo a quello di 500 auto non catalizzate.
L'aeroporto di Malpensa, ad esempio, equivale a 250-300.000 auto al giorno,
quello di Linate a 150.000 auto. In questi ultimi anni, i viaggi low
cost hanno fatto lievitare drasticamente il traffico aereo e l'inquinamento correlato.
Il traffico aereo è di gran lunga la fonte di emissioni di gas serra che
cresce più in fretta; dunque, è tra le minacce più gravi al già disastrato
ambiente globale, oltre che alle orecchie di chi abita vicino agli aeroporti,
anch'essi sempre più numerosi. Fonte: Alessio
Mannucci ECplanet ñ Die Emissionen der Flugzeugen: Die
verschiedenen Emissionen, die von Flugzeugen verursacht werden (Kohlendioxyd,
Wasserdampf, Kondensstreifen, ‚Flugzeugsmog’ und, indirekt, Stickoxide),
tragen zum Klimawandel bei. Obgleich die Luftfahrtindustrie bezüglich der von
ihr verwendeten Technologien und deren Effizienz Fortschritte erzielt hat,
hat der große Anstieg des Luftverkehrs (um 50 % in den letzten zehn Jahren)
zu einer erheblichen Zunahme der Treibhausgasemissionen geführt. Nach
Schätzungen des Zwischenstaatlichen Ausschusses für Klimaänderung
(Intergovernmental Panel on Climate Change, kurz IPCC) beläuft sich der
Anteil des Luftverkehrs an den gesamten von Menschen verursachten
Klimaauswirkungen auf 3,5 %. Der Anteil wird bis 2050 voraussichtlich auf 5 %
anwachsen. Die
Emissionen aus dem Luftverkehr sind nicht vom Kyoto-Protokoll umfasst. Die
Internationale Zivilluftfahrtorganisation ICAO sollte für die Verringerung
der Treibhausgasemissionen im Luftverkehr verantwortlich sein. Verschiedene
Maßnahmen zur Verringerung der Emissionen werden derzeit untersucht, darunter
die Einführung neuer Steuern (beispielsweise eine Kerosinsteuer, der die
EU-Minister jedoch einstimmig zustimmen müssten) oder Emissionsgebühren
(abhängig vom Energieverbrauch). ñ Quando
l’inquinamento scende dal cielo: Troppo spesso, nel trattare argomenti
quali l’inquinamento, la nostra attenzione viene fatta convergere quasi
esclusivamente sulle autovetture: ritenute la principale causa di
quest’ultimo; ma una tale considerazione appare eccessivamente restrittiva. Negli ultimi anni il traffico aereo è
aumentato notevolmente, grazie soprattutto all’uso sempre più frequente che
si fa dei viaggi low cost. Oltre l’inquinamento acustico prodotto nelle
vicinanze degli aeroporti, quella del traffico aereo è senza ombra di dubbio
la fonte di emissioni di gas serra più pericolosa per l’ambiente globale, essendo
anche quella che cresce più in fretta. I velivoli vanno a kerosene, un
carburante di origine fossile. Il trasporto aereo arriva a incidere per un
10% sul totale dell'effetto serra; ma l’inquinamento non si limita a ciò: per
chi rimane a terra risultano altamente pericolosi il monossido di carbonio e
le polveri totali sospese. Cosa si può fare per evitare, o
almeno ridurre, l’inquinamento aereo? Innanzitutto è necessaria una campagna
di informazione e sensibilizzazione dei cittadini. Oggigiorno il costo di un
biglietto aereo è divenuto facilmente accessibile ai più, incoraggiando
troppo spesso le ali anziché le rotaie. La causa? A differenza della benzina
(pesantemente tassata), il kerosene è esentato da tasse in tutto il mondo;
questo assicura al trasporto aereo un vantaggio ingiusto nei confronti di
tutte le altre tipologie di mezzi di trasporto. La mancanza di una tassa sul
carburante garantisce alle compagnie aeree il lusso di poter mantenere il
costo dei loro biglietti relativamente basso; ma la cosa più inquietante non è questa. Come è possibile che dal
protocollo di Kyoto del 1997 sia
rimasta fuori la fonte di emissioni di gas serra più veloce del mondo? Il problema però non è di facile
soluzione. Ipotizzando che il settore aereo venga costretto all’ acquisto dei
diritti di emissione, ne conseguirebbe un aumento del prezzo dei biglietti e
la diminuzione della domanda. «I
poveri dovranno pagare di più i biglietti!»: questa l’affermazione dietro la
quale le compagnie aeree celano solo i personali interessi di guadagno. Quello dell’inquinamento aereo
rappresenta un tema erroneamente poco dibattuto, un tema su cui è ormai
giunta l’ora di fare chiarezza. Innanzitutto: informazione; far conoscere ai
cittadini quali meccanismi si nascondono dietro i servizi a cui accedono
quotidianamente. Se non interverremo prontamente nel porre fine a questi
abusi, ben presto non sarà più sufficiente limitarci a fare attenzione a quello che accade alle nostre spalle, ma
dovremo iniziare a temere seriamente anche tutto ciò che avviene sopra le
nostre teste. Fonte: Luisa
Loffredo Spaziomotori |
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