Aeroporto
il contrattacco degli imprenditori Laives,
16.01.2007
In
questi giorni assistiamo ad un attacco concentrico dei sostenitori
dell’aeroporto che non lesinano argomenti sulla indifferibile necessità di un
suo ampliamento:
“L’economia
ne ha bisogno… Senza voli penalizzati turismo e cultura… No a ogni forma di
populismo: no al referendum… La Provincia finanzia rete stradale, ferrovia, bus
di linea, impianti a fune utilizzando risorse pubbliche. Lo stesso trattamento
va riservato all'aeroporto… »
E
così proprio i sostenitori di “meno stato e più mercato” che alcuni giorni fa
piangevano sulla scarsa considerazione accordata loro dalla finanziaria,
chiedono espressamente che la popolazione oltre al prezzo in salute si
sobbarchi i costi di una struttura che serve i loro interessi privati.
Chi
si oppone poi viene tacciato di oscurantismo, demagogia, populismo e di non
tenere in debito conto l’interesse generale che però viene identificato in
maniera esclusiva con quello delle categorie economiche.
Insomma
una visione univoca che vede Bolzano come ombelico del mondo, con un’idea di
sviluppo infinito di un turismo energivoro e a forte impatto ambientale e con
una concezione strumentale del territorio i cui abitanti sono visti come
fastidiosa necessità, poco utili e significativi anche come mercato.
L’importante è che arrivino sempre più turisti e che possano partire le merci.
Se
servono lavoratori poi meglio farli arrivare con un low-cost e quando non
servono dar loro generosamente la possibilità di ripartirsene velocemente. La
manodopera locale, si sa, è troppo sindacalizzata e pretende salario e ferie e
magari anche una pensione dignitosa. Meglio quella più maneggevole che arriva
da est.
Di
fronte a tutto questo Laives non riesce nemmeno a produrre uno straccio di
presa di posizione sull’aeroporto e continua con la sua tattica dilatoria. E
mentre aumentano i comuni e le sezioni dell’SVP che hanno preso posizioni
chiare, la maggioranza locale tergiversa, in questo ben supportata anche da
forze quali i verdi locali dimentichi delle loro ragioni costitutive e di una SVP
perennemente indecisa tra l’obbedienza al potere provinciale e l’ascolto della
sua base elettorale.
Rifondazione
comunista – Laives
Questo
è l’articolo così come pubblicato dal giornale del 16.01.2007
«L’aeroporto
ampliato? La giunta sta tergiversando»
LAIVES.
Continuano le prese di posizione sul progetto di ampliamento dell’aeroporto di
San Giacomo alla luce anche degli incontri con protagonista il mediatore
nominato dalla Provincia. Ieri ha diffuso una nota anche Rosario Grasso,
consigliere comunale di Rifondazione Comunista, che se la prende anche con
l’amministrazione di Laives. Secondo Grasso la giunta «Non riesce nemmeno a
produrre uno straccio di presa di posizione sull’aeroporto e continua con la
sua tattica dilatoria. E mentre aumentano i comuni e le sezioni dell’Svp che
hanno preso posizioni chiare, la maggioranza locale tergiversa, in questo ben
supportata anche da forze quali i Verdi locali dimentichi delle loro ragioni
costitutive e di una Svp perennemente indecisa tra l’obbedienza al potere
provinciale e l’ascolto della sua base elettorale».
Nella
sua presa di posizione, il consigliere Rosario Grasso fa alcune premesse per
inquadrare il problema: «In questi giorni assistiamo ad un attacco concentrico
dei sostenitori dell’aeroporto che non lesinano argomenti sulla indifferibile
necessità di un suo ampliamento: “L’economia ne ha bisogno... Senza voli
penalizzati turismo e cultura... No a ogni forma di populismo: no al
referendum... La Provincia finanzia rete stradale, ferrovia, bus di linea,
impianti a fune utilizzando risorse pubbliche. Lo stesso trattamento va
riservato all’aeroporto...» E così proprio i sostenitori di “meno stato e più
mercato” che alcuni giorni fa piangevano sulla scarsa considerazione accordata
loro dalla finanziaria, chiedono espressamente che la popolazione oltre al
prezzo in salute si sobbarchi i costi di una struttura che serve i loro
interessi privati». Grasso continua: «Chi si oppone poi viene tacciato di
oscurantismo, demagogia, populismo e di non tenere in debito conto l’interesse
generale che però viene identificato in maniera esclusiva con quello delle
categorie economiche. Insomma una visione univoca che vede Bolzano come
ombelico del mondo, con un’idea di sviluppo infinito di un turismo energivoro e
a forte impatto ambientale e con una concezione strumentale del territorio i
cui abitanti sono visti come fastidiosa necessità, poco utili e significativi
anche come mercato. L’importante è che arrivino sempre più turisti e che
possano partire le merci. Se servono lavoratori poi meglio farli arrivare con
un low-cost e quando non servono dare loro generosamente la possibilità di
ripartirsene. La manodopera locale, si sa, è troppo sindacalizzata e pretende
salario e ferie e magari anche una pensione dignitosa. Meglio quella più
maneggevole che arriva da Est», conclude il consigliere.