24 dicembre 2006
Osservazioni sul recente
Consiglio Comunale di Laives riguardo l'ampliamento dell'aeroporto.
Ricordando i possibilisti o
favorevoli:
...Pusateri sostanzialmente non
dice no all'ampliamento della pista di San Giacomo, a patto che vengano
rispettate ben precise condizioni, non ultima la garanzia, da parte
provinciale, che semmai, più dei 400 metri previsti, al territorio di Laives
non si chiederà altro in futuro.
...Più o meno simili anche i
giudizi di An; Christian Bianchi ha spiegato che converrebbe forse preparasi a
contrattare con la Provincia una adeguata contropartita per Laives.
Il Centro attenzione Permanente
di San Giacomo vuole evidenziare alcuni aspetti non trascurabili:
per Maso della Pieve e
maggiormente per San Giacomo il problema non è solo l'ampliamento
dell'aereoporto ma l'inquinamento complessivo che si ripercuote sul territorio.
I due quartieri sono realtà
urbane esposte a forti pressioni rappresentate da inquinamenti atmosferici, ma
ancora di più dal rumore ambientale, le cui sorgenti prevalenti sono la
ferrovia, il traffico veicolare e l'aeroporto.
Anche a Laives, oggi, ci
dovrebbe essere una maggiore sensibilità nei confronti del problema
dell'inquinamento da rumore in quanto sta diventando una delle principali cause
del peggioramento della qualità della vita, sia nelle città, sia in zone
extraurbane e rurali limitrofe ad importanti infrastrutture di tipo
artigianale, industriale e commerciale.
Fortunatamente nello stesso
consiglio comunale il consigliere Grasso ha sollevato il problema della salute,
salute raccontata dai più a parole, ma molto spesso dimenticata nei fatti.
Vogliamo ricordare il Sesto
Programma di Azione per l'ambiente dell'Unione Europea, che si concentra sui
settori in cui l'intervento è più urgente ed in cui si rende necessario fissare
obiettivi per i prossimi 10 anni.
-Tra le aree tematiche che
necessitano di intervento rientra il problema legato all'inquinamento acustico;
si denota infatti come il rumore incide negativamente sulla salute e sulla
qualità della vita di almeno un quarto della popolazione dell'Unione Europea,
causando stress, disturbi al sonno ed un maggior rischio di malattie
cardiovascolari.
Le pubbliche autorità sono
quindi tenute a redigere delle mappe del rumore e a fissare obiettivi specifici
di riduzione del rumore.
La Legge Quadro n° 447/1995 è
la prima legge in Italia che definisce criteri generali di valutazione,
obiettivi di qualità e linee di intervento in materia di protezione
dell'ambiente dall'inquinamento acustico.
La legge quadro adotta lo
strumento di classificazione acustica del territorio in cui ciascun comune
provvederà a classificare il proprio territorio dal punto di vista acustico
tenendo conto delle preesistenti destinazioni d'uso. Quindi, in base alle
caratteristiche degli insediamenti presenti sul territorio, si possono
associare dei limiti per l'inquinamento acustico in ambiente esterno. Sono
state individuate dalla legge quadro 6 classi acustiche:
Classe I: aree particolarmente
protette (aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo e allo
svago);
Classe II: aree destinate ad
uso prevalentemente residenziale (aree con bassa densità di popolazione,
assenza di attività industriali e commerciali);
Classe III: aree di tipo misto
(aree urbane di media densità e traffico, con presenza di attività commerciali,
uffici, con assenza di attività industriali);
Classe IV: aree di intensa
attività umana (aree con intenso traffico, con alta densità di popolazione, con
elevata presenza di attività commerciali, uffici, limitata presenza di piccole
industrie, aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie);
Classe V: aree prevalentemente
industriali;
Classe VI: aree esclusivamente
industriali.
...
Ci fermiamo qui, per il momento
per dire: ai possiblisti, attendisti e contrari, che alla popolazione interessa
prioritariamente la salute. La salute non si può barattare con una adeguata
contropartita o richiesta di condizioni particolari garantite dalla Provincia.
Consiglieri carissimi
occupatevi delle persone e del territorio. Se manca una legge provinciale non
vuol dire che si deve perseguire gli stessi errori del passato. Lo stesso
mediatore nulla avrà da mediare se un progetto per una migliorare la qualità
della vita sarà l'obiettivo comune.
nota: altre considerazioni
legate al problema rumore / salute sono state affrontate in articoli
precedenti.