Bolzano, 28
genn.2007
Le dichiarazioni espresse dalla vice-presidente del Consiglio Rosa Thaler nell’intervista di venerdì 26/01 al quotidiano Tageszeitung chiamano in causa le opinioni e le idee di una considerevole parte della cittadinanza che non si sente rappresentata da queste parole e necessitano quindi di una puntuale risposta.
Le critiche
all’operazione “mediazione” in tema aeroporto e potenziamento dei voli sono
ampiamente giustificate, invece, a cominciare dal fatto che tale mediazione è
stata concepita dall’inizio come una trovata (“del tutto nuova”, è vero, ma con
quali basi giuridiche?) per districare una lite fra gruppi di interesse, cioè
fra lobby diverse. Invece non si tratta di gruppi di interesse in libera
concorrenza fra loro, men che meno all’interno del
“solito” partito. Si tratta di una questione politica estesa e come tale ci si
aspettava che venisse affrontata. In Alto Adige/Sudtirolo
esistono delle associazioni ambientaliste che non fanno parte – per motivi
storici – del Dachverband fuer
Natur-und Umweltschutz in
quanto prevalentemente sono di lingua italiana e tali associazioni, questo è un
fatto, sono state ignorate sia dal mediatore Falk sia dai suoi committenti, sia
nella fase preliminare, sia a lavori avviati. Alla notizia, il dr. Falk è
caduto dalle nuvole (“verwundert”) ma poi ha aggiunto
che “non aveva avuto tempo”.
Ora, la
vice-presidente del Consiglio sig.ra Rosa Thaler,
quando afferma che il gruppo italiano non si interessa molto della cosa o non
ha nulla da dire, su cosa basa le sue certezze? Noi siamo invece dell’idea che
in Alto Adige/Sudtirolo esistano per fortuna molte
più teste pensanti (in tedesco e/o in altre lingue) e più soggetti attivi di
quanto purtroppo riesca a indovinare la signora Thaler.
Per di più, a conferma del suo giudizio chiama in causa i giornali italiani,
che tutti sappiamo benissimo essere giocoforza lo specchio fedele non tanto di
quel che pensa la popolazione, ma di alcuni fra i suddetti gruppi di interesse
presenti nella società. E queste lobby – dobbiamo ripeterlo ancora – non
esauriscono affatto la composizione della nostra intera società. Se la stampa – tedesca o italiana – avesse
attribuito alle associazioni italiane e ai singoli soggetti attivi e
dissenzienti altrettanto spazio e parola quanto ne è stato dato ai politici e
agli uomini d’affari, realizzando una vera par condicio nel seguire la vicenda,
allora avremmo avuto un quadro molto più realistico di come stanno le cose.
L’unico modo per sapere realmente come la pensa tanta parte del mondo
sudtirolese è quello di interpellare le persone tramite un regolare referendum.
In questo modo a tutti è dato di potersi esprimere dignitosamente. E questa è
stata infatti la risposta costruttiva che è stata offerta dal Dachverband. In modo altrettanto costruttivo, ci aspettiamo
che la Giunta provinciale mostri rispetto dei principi democratici e della
popolazione, lasciando aperte le decisioni e dando al mediatore Falk invece se
del caso un ruolo di moderatore nella discussione pre-referendaria.
Nel caso che il
referendum vero e proprio si possa svolgere solo dopo le elezioni del 2008, ciò
non significa che la questione debba essere chiusa con l’estrema rapidità
voluta insistentemente, lo ricordiamo, solo da una delle lobby in causa.
WWF Bolzano
Intervista rilasciata da Anna Schgraffer
del WWF al giornale Tageszeitung sul tema
MEDIAZIONE provinciale sull' Allungamento dell' aeroporto
1)
A seguito dell'intervista della vice-presidente del Consiglio Rosa Thaler nella Tageszeitung Lei ha
deciso di rivolgersi all'opinione pubblica. Perchè?
Il WWF Bolzano ha ritenuto necessario rispondere alle
affermazioni della signora vice-presidente del Consiglio sul tema aeroporto e
potenziamento dei voli perché quelle affermazioni richiamano in
causa una considerevole parte della cittadinanza, noi compresi, che
probabilmente in questo caso invece non si sente rappresentata affatto.
2)
Lei vede l'operazione "mediazione" con un occhio critico. Perchè?
La vice-presidente sostiene che le critiche non siano giustificate.
Noi abbiamo seguito attivamente la vicenda fin dall'epoca del primo
ampliamento, e già allora avevamo previsto che ne sarebbe stato preteso
un secondo. A questo punto una buona parte della popolazione ha cercato di
esprimere il proprio dissenso, con i mezzi possibili. Anche con una
manifestazione molto pacifica davanti al Palazzo provinciale. Si è creata una
frattura. Secondo noi la mediazione è stata concepita come una trovata
("una novità", è vero, ma con quali basi giuridiche?) per districare
una lite fra gruppi di interesse, cioè fra lobby diverse. Fra l'altro, con
presupposti confusi. Ma noi pensiamo invece che si tratti di una questione
politica estesa, che non riguarda solo alcune lobby o correnti, e come tale ci
si aspettava che venisse affrontata.
3)
La questione dell'ampliamento dell'aereoporto avrebbe
dovuta essere affrontata diversamente da parte della politica?
Secondo noi non si tratta solo di una questione fra gruppi di
interesse in concorrenza fra loro, men che meno
all'interno del "solito" partito. Si tratta di una questione politica
estesa e complessa e come tale ci si aspettava che venisse affrontata.
L'operazione "mediazione" avrebbe avuto senso solo in un altro
contesto e con altre condizioni.
4) Cosa dice del fatto che il mediatore Falk non abbia parlato con
rappresentanti di associazioni ambientaliste italiane?
In Suedtirol/Alto Adige esistono delle
associazioni ambientaliste che non fanno parte - per motivi storici - del Dachverband fuer Natur-und Umweltschutz in quanto
i soci sono perlopiù di lingua italiana. Tali associazioni sono state
ignorate sia dal mediatore Falk sia dai suoi committenti. Interpellato su
questo, il dr. Falk è caduto dalle nuvole ("verwundert")
ma poi ha aggiunto che "non aveva avuto tempo". Tuttora le
informazioni di prima mano in italiano sull'operato del mediatore non sono
sufficienti. E questo non ci sembra un buon avvio, per una realtà come la
nostra. E a buon diritto anche i ladini.....
5) Rosa Thaler sostiene che la maggioranza degli
italiani in Alto Adige è a favore dell'ampliamento. È daccordo
con questa affermazione?
Non posso essere né d'accordo né contraria. Sono invece dell'idea
che in questa nostra terra esistano per fortuna molte più teste pensanti (in
tedesco e/o in altre lingue) e più soggetti attivi di quanto riesca a
indovinare la signora vice-presidente. Per di più, a conferma della sua
valutazione, chiama in causa i giornali italiani, che sappiamo tutti benissimo
essere giocoforza lo specchio non tanto di quel che pensa la popolazione di
lingua italiana, ma di alcuni fra i gruppi di interesse presenti nella società.
Ma queste lobby non esauriscono affatto la composizione della nostra intera società.
6) Anche la stampa ha ignorato i rappresentanti dei associazioni ambientaliste
italiane?
Va detto che se la stampa avesse attribuito alle associazioni
italiane e anche ai singoli soggetti più attivi altrettanto spazio e parola
quanta ne è stata data agli uomini d'affari e ai politici, realizzando una vera
par condicio nel seguire la vicenda, avremmo avuto un quadro più realistico di
come stanno le cose.
7) Preferirebbe un referendum al posto della mediazione?
Se si sente il bisogno di sapere realmente come la pensa la
maggior parte della popolazione, in un caso così controverso e ricco di
implicazioni, l'unico modo è quello di interpellare gli elettori con un
regolare referendum. In questo modo a tutti è dato di potersi fare un'idea e di
esprimerla dignitosamente. E questa è stata infatti la risposta costruttiva
offerta dal Dachverband. In modo altrettanto
costruttivo, ci aspettiamo che la Giunta provinciale lasci aperte le decisioni
fino alla consultazione. Il tempo necessario potrebbe essere inferiore a quanto
si presume, e in ogni caso non è detto che la questione debba essere chiusa con
l'estrema rapidità voluta insistentemente, lo ricordiamo, solo da una delle
lobby in causa.
Il WWF Bolzano ha ritenuto necessario rispondere alle
affermazioni della signora vice-presidente del Consiglio sul tema aeroporto e
potenziamento dei voli perché quelle affermazioni richiamano in
causa una considerevole parte della cittadinanza, noi compresi, che
probabilmente in questo caso invece non si sente rappresentata affatto.