BZ, 13/02/07 NON SOLO TURISMO: l'aeroporto può servire anche ad altro?

 

A guardar bene la situazione che riguarda l’attuale questione aeroporto di Bolzano, volendo giudicare dai fatti, c’è da chiedersi se vale davvero la pena per questa Giunta provinciale, nel suo ultimo anno di mandato, sostenere un così seccante e fastidioso confronto con l’avversione degli abitanti, nonché contribuenti, per il controverso progetto. Non bisogna dimenticare che alla prima votazione in Consiglio provinciale, la Giunta risultò spaccata in due metà: laddove il LH si è sempre fatto vanto e fiore all’occhiello dell’unanimità e collegialità delle deliberazioni. Stavolta, niente: conflitto.  Ricapitoliamo, e quindi veniamo al dunque.

Dall’inizio ci è stato detto che il progetto di potenziamento: 1) non si sarebbe fatto; 2) si sarebbe fatto, eccome, ma con il senso di mettere a disposizione dell’industria turistica una nuova redditizia fonte di presenze paganti. E cioè alcune centinaia di migliaia all’anno, per un territorio provinciale che sta collocato nell’ecosistema alpino e che va certamente incontro – come tutto il resto del mondo – a una crisi della neve e del clima. E quindi a incerti quanto necessariamente profondi mutamenti dell’assetto economico-produttivo.

Giustamente il presidente del Consiglio provinciale Dello Sbarba – insieme a molti altri – ha messo in risalto la necessità di volgersi a un tipo di sviluppo turistico più consono al delicato territorio e alla delicata situazione ambientale, auspicando un andamento più dolce, più lento, più profondo… . Non tutti la pensano così, anzi il presidente si è attirato feroci quanto superficiali critiche dal “settore” opposto, che lo accusano di essere troppo intimo del pensiero di Alex Langer. A proposito, poi sono state chiamate in causa, una volta tanto, la cultura e l’università, che a detta di esponenti degli imprenditori (non certo a detta della cultura!) avrebbero bisogno urgente di maggior movimento di voli sopra le loro pensanti teste e di poter ricevere qualche migliaio di professori all’anno, come scrisse qualcuno, dall’Islanda per esempio.

Realisticamente parlando, pensiamo davvero che il potenziamento della struttura sia voluto guardando anche all’università e alla cultura? Sarebbe un interessante passo avanti del tutto inedito per una classe imprenditoriale che ha sempre guardato prosaicamente al sodo. Pensiamo che tanta caparbia tenacia nel mantenere in piedi un progetto che fa acqua (o meglio, emissioni di gas serra!!) da tutte le parti, possa ragionevolmente ricavare la sua spinta, la sua motivazione, anche da un proposito più venale. E’ un’ipotesi, ma ci piacerebbe che fosse messa alla verifica. E’ legittima, altrettanto almeno quanto è legittimo dire che il presidente Dello Sbarba è un nostalgico di Langer. E infine: sarebbe nell’interesse di tutti, se su questa ipotesi venisse fatta pubblicamente chiarezza.

L’ipotesi è che anche il trasporto di merci, ossia l’arrivo e il decollo di voli cargo, possa entrare nelle future occasioni di utilizzo di un aeroporto più grande. Dopotutto, il trasporto merci è un settore che non è mai stanco di espandersi, e i nostri imprenditori nel settore sono notoriamente bravi e lungimiranti (per il loro affari). Diciamo così, il tempo di ampliare e attrezzare l’aeroporto, di stabilire i necessari legami commerciali.

Ipotesi fantasiosa. Si potrebbe verificare? Se volare a tutti i costi dev’essere il diktat, è permesso volare un po’ anche con la fantasia?

 

Per il WWF Bolzano

Anna Schgraffer