Il rumore ci fa star male. E' necessario fare chiarezza.

 

A causa dello sviluppo urbanistico che, durante gli anni Sessanta e Settanta teneva in poco, se non in nessun conto l’inquinamento acustico prodotto dal traffico, negli ultimi anni la problematica si è notevolmente acuita.

Al rischio di morire d’infarto per l’eccessivo inquinamento fonico è esposta un’ampia fetta della popolazione e non bisogna però arrivare a diventare sordi per prendere consapevolezza del rischio: in un ambiente rumoroso non si riescono a capire bene i propri interlocutori e in lavori che richiedono particolare concentrazione il rumore fa calare l’attenzione, aumentando la tendenza all’errore. Tutte cose che, oltre a ridurre la qualità di vita di buona parte della popolazione, provoca anche pesanti perdite per l’economia pubblica – perdite di cui si è finora parlato troppo poco e che porterebbero i costi esterni indotti dal rumore a costi notevoli (Inclusi, ovviamente, i costi diretti e i costi di spostamento sopportati da tutti coloro che si vedono costretti a traslocare per fuggire come possono all’inquinamento acustico).

 

Molto importante sarebbe quello di conoscere dalla USL provinciale l'incidenza del rumore sulle patologie riscontrate, come altrettanto, utile e fondamentale, è che  l'Ufficio Aria e Rumore dell' AGENZIA PROVINCIALE PER L'AMBIENTE  diffonda informazioni, con regolarità ai cittadini della Bassa Atesina e in particolare a quelli di San Giacomo e Maso della Pieve, come sta facendo, giustamente, per l'inquinamento stradale dell'aria.

 

L’autorità può naturalmente procedere a misurazioni del rumore, i cittadini soprattutto vogliono sapere.

 

L'aeroporto di San Giacomo, con i voli di linea, con i voli charter, con la presenza degli elicotteri dell'Esercito Italiano, della Finanza, dei Carabinieri, della Forestale e quant'altro nei diversi servizi, con l'aggiunta dei numerosi voli di tipo civile, producono rumore e inquinamento.

Non bisogna dimenticare che la linea ferroviaria a fianco dell'aeroporto e che percorre l'intera Bassa Atesina produce rumore  e nell'intenzione di ridurre il trasporto su gomma (cosa assai importante) produrrà un incremento di trasporto ferroviario notevole che ancora oggi non conosciamo nemmeno nelle intenzioni.

Gli effetti del rumore non sono né improvvisi né plateali, bensì subdoli e striscianti.

È questo il motivo probabile per il quale le loro ripercussioni sul nostro benessere psichico e sociale e sulla nostra salute sono perlopiù negate, banalizzate, se non del tutto ignorate, dalla maggior parte dei politici e anche, per la verità, da ampie fasce della popolazione?

Oppure perché la protezione contro il rumore è considerata troppo costosa?

Nell’uno o nell’altro caso, quello del rumore non è un problema che possa essere considerato unicamente sotto il profilo dei costi: protezione contro il rumore significa innanzitutto protezione della salute e migliore qualità di vita per la popolazione colpita. In un ambiente esente da rumori, le persone sono in genere molto più efficienti, assumono meno farmaci e costano meno a se stesse e alla società.

Quando dei giovani o solamente due ubriachi  escono schiamazzando da un bar dopo mezzanotte, a soffrirne sono «solo» gli abitanti delle case vicine. Il rumore del traffico stradale si diffonde invece su un’area di gran lunga più ampia, quella del treno ancora più ampia?.

Nel caso delle emissioni foniche prodotte dal traffico aereo - un solo velivolo - inonda del suo rombo un’intera regione.

Le maggiori immissioni di rumore al livello del suolo si concentrano ovviamente nelle zone limitrofe agli aeroporti. Oltre all’elevato inquinamento atmosferico presente nelle vicinanze delle piste, a preoccupare i confinanti è soprattutto il rumore aereo. Sempre più numerosi sono infatti gli interessati che ritengono questa sollecitazione ambientale diretta non solo fastidiosa, ma semplicemente inaccettabile.

Contro questi attacchi dall’alto sono, in verità, soprattutto i residenti delle zone esposte (come sta accadendo). Gli interessi di chi lavora nel settore aereo e di chi invece ne subisce gli effetti sono di conseguenza in forte conflitto fra loro: dalla parte dei fautori di un’ampia liberalizzazione dei cieli stanno la grande maggioranza dei viaggiatori e le lobby politico-economiche del settore dei trasporti; dall’altra stanno gli abitanti dei Comuni colpiti, che vedono il proprio spazio vitale degradarsi di giorno in giorno e perdere valore a causa del crescente inquinamento acustico.

Per una piccola minoranza come quella costituita dai residenti in zone vicine agli aeroporti, difendere efficacemente gli specifici interessi locali è ovviamente un compito non facile.

 

 

Il rumore degli aerei  e degli elicotteri ha un ampio spettro di frequenze basse (rombo); le parti più leggere degli edifici lo assorbono solo in minima parte. Di conseguenza il rumore si sente bene nelle abitazioni, anche con le finestre chiuse. Inoltre, la propagazione delle emissioni sonore provenienti dal traffico aereo non può essere arginata da ostacoli classici.

Contrariamente a quanto avviene per gran parte degli altri tipi di rumore, le persone esposte al rumore del traffico aereo attorno alla loro abitazione non beneficiano quindi di alcuna misura di protezione.

 

Aeroporto.

Suggerimenti e possibili regole che in altri paesi sono in essere e che con volontà e sensibilità politica si possono adottare anche in Alto Adige.

 

Il rumore degli aeromobili e degli elicotteri (eccetto pronto intervento o manifestazioni particolari):

 

-Nessun servizio di volo durante il fine settimana.

- Limitati movimenti di aerei  sul mezzogiorno.

-I voli (aeromobili ed elicotteri) si devono concludere entro le ore 22.00.

-Procedure di decollo e d'atterraggio che riducano il rumore.

-Determinazione di quote di volo minime e velocità di volo massime.

-Le esercitazioni possono essere ridotte con impieghi di simulatori tecnicamente all'avanguardia.

-Adottare valori limiti più severi rispetto a quelli previsti, come imposto da una sentenza in Svizzera dove gli interessi economici, (come prevede la legge sulla protezione dell'ambiente) non devono aver alcun ruolo in sede di decisione e “Non possono in alcun modo essere determinanti”.

-Monitorare gli aerei con minor produzione di rumore e inquinamento per un prossimo utilizzo.

 

Ferrovia:

-Grazie alla scelta di materiale rotabile adeguato è possibile ridurre il rumore alla fonte. La sola sostituzione dei comuni ceppi dei freni in ghisa con ceppi in materiale plastico procura già una notevole riduzione del rumore (vale soprattutto per la parte gestita in Provincia).

 

-Realizzazione di e completamento di opere edili – in genere, pareti fonoisolanti o ripari fonici - capaci di interrompere la diffusione diretta delle onde sonore tra la fonte e il luogo di ricezione.

 

-I sindaci della Bassa Atesina debbono chiedere da subito all' AGENZIA PROVINCIALE PER L'AMBIENTE un monitoraggio completo sugli inquinamenti (acustici, chimici etc.) che si riscontrano, da tempo, nel territorio interessato. Potranno così informare loro stessi i propri cittadini.

          

Il rumore è un caso sociale

 

La pace è diventata un bene raro. Soprattutto nelle zone densamente popolate. Dove è

anche, come tutti i beni rari, estremamente mal distribuito. Nei luoghi rumorosi vive in

sostanza solo chi, vuoi per questioni di reddito vuoi per questioni di discriminazione,

non ha altra alternativa.

 

Ho incontrato un vecchio saggio in prossimità dell'aeroporto, sbracciava a destra e a manca. Non capendo la cosa  gli ho domandato cosa stesse facendo.

<<Il ronzio di questa vespa mi da un fastidio tremendo, insopportabile... eppure non supera i 60 decibel>>

 

Centro Attenzione Permanente di San Giacomo

Lorenzo Merlini