
Für jedes Flugticket, das am Bozner
Flugplatz gelöst wird, leistet die Steuerzahler einen unfreiwilligen Beitrag
von 50 Euro. Diese erstaunlich hohe Summe ergibt sich aus einem Vergleich der
Fahrgastzahlen mit den jährlichen Verlustbeiträgen des Landes. Allein im
letzten Jahr hat das Land bekanntlich rund 3 Millionen zur Deckung der
laufenden Betriebskosten zugeschossen, während nur etwa 60.000 Personen
befördert wurden.
Nicht
in dieser Summe inbegriffen sind die bisherigen Investitionskosten für den Bau
des Flughafens und die Betriebsgebäude, die Gelder für die Beteiligung des
Landes an der defizitären Fluggesellschaft Air Alps sowie die Pakete von
Flugtickets, die das Land für die Dienstflüge seiner Funktionäre und Beamten
ankauft.
Der Versuch des Landes, das Ruder nun durch
neue Investitionen in Höhe von bis zu 25 Milllionen Euro herumzureißen, heißt
den Teufel mit dem Beelzebub auszutreiben. Jeder Vergleich mit anderen
Realitäten, etwa in Deutschland, zeigt klar, dass kleine Regionalflughäfen
nicht wirtschaftlich zu führen sind.
Das Argument des Landeshauptmanns, dass auch
in andere öffentliche Verkehrsmittel ständig investiert werden muss, lässt
außer Acht, dass es zum Flughafen Bozen gute Alternativen gibt und dass für
weite Teile der Bevölkerung eine Notwendigkeit zu fliegen nicht gegeben ist.
Ein Umstieg auf das Flugzeug ist auch nicht erwünscht: Immerhin ist der
Flugverkehr die umweltschädlichste Art der Fortbewegung und schon aus diesem
Grunde zu beschränken.
Es reicht nun sicher nicht aus, die
Bevölkerung von den Ausbauplänen zu informieren, wie es jetzt von der
Landesregierung plötzlich angeboten wird. Vielmehr sollen die Bürger in einer
landesweiten Befragung selbst entscheiden, ob sie ihr Geld weiter für dieses
Prestigeprojekt ausgeben wollen. Auch um dieser Forderung Nachdruck zu
verleihen, unterstützen die Grünen die Kundgebung vom kommenden Freitag um 17
Uhr und laden alle ein, sich daran zu beteiligen.
Bozen, am 27.09.2006
Franco Bernard, Landessprecher der Grünen

Per ogni
biglietto aereo acquistato all’ aeroporto di Bolzano, i contribuenti sono
costretti a pagare 50 Euro. Questa cifra per nulla irrisoria risulta da un
confronto tra il numero di viaggiatori e i finanziamenti annuali della
Provincia. Solo nel 2005 la Provincia ha notoriamente finanziato 3 milioni di
Euro per coprire le correnti spese che la società di gestione dell’ aeroporto
ADB ha e non riesce a far rientrare.
In
questa somma non sono compresi gli investimenti fatti per la costruzione
dell’ aeroporto e degli edifici amministrativi, quelli per la partecipazione
della Provincia alla società in deficit Air Alps e nemmeno i numerosi biglietti
aerei comprati dalla Provincia per i voli dei propri funzionari.
Questo
tentativo della Provincia di rimediare alla situazione investendo altri 25
milioni di Euro è come tentare di scacciare il diavolo col Belzebù. Qualsiasi
confronto con altre realtà, p.es. in Germania, dimostrano che i piccoli
aeroporti regionali non riescono mai ad autofinanziarsi.
L’argomento
del presidente Durnwalder che anche gli altri sistemi di trasporto pubblico
hanno continuamente bisogno di finanziamenti provinciali, non regge, perché
all’aeroporto di Bolzano esistono valide alternative e perché la stragrande
maggioranza della cittadinanza non ha necessità di muoversi in aereo. Inoltre
non ci sembra auspicabile mirare ad un incremento dell’ uso dell’ aeroplano,
visto che l’aereo resta il mezzo di trasporto più inquinante.
Non
basta quindi informare la popolazione sui progetti di ampliamento, come ha
deciso di fare la giunta provinciale. I cittadini dovranno avere la possibilità
di esprimere un loro parere incisivo e poter decidere, se vogliono che i loro
soldi vengano spesi per questo progetto di prestigio. Per dare peso alla
protesta, anche i Verdi sosterranno la manifestazione di venerdì alle 17.00 e
incitano la cittadinanza a partecipare.
Bolzano,
27.09.2006
Franco
Bernard, Portavoce provinciale dei Verdi