
Il tentativo di venderci l’ampliamento dell’aeroporto
come misura sociale ed ecologica è una presa in giro di troppo
I Verdi si oppongono
decisamente al tentativo di definire l’ampliamento dell’aeroporto una necessità
sia dal punto di vista sociale che ambientale.
Sarà anche vero che la
provincia investe molto anche per altri mezzi pubblici, come ad esempio per la
ferrovia venostana. Quest’ultima però durante il il primo anno di attività ha
trasportato un milione di viaggiatori e ridotto notevolmente il traffico sulla
strada statale. Tale contributo risulta quindi d’aiuto ai pendolari che devono
raggiungere il posto di lavoro, ai turisti della domenica ed anche all’
ambiente.
Dei previsti investimenti
all’aeroporto invece approfitterebbero solo poche persone. Parlare di necessità
comune è ridicolo, visto che aeroporti di tutt’altra capacità sono
raggiungibili facilmente anche in treno.
Dal punto di vista climatico e
ambientale l’aereo resta il mezzo pubblico più dannoso. Gli aerei consumano il
doppio dei treni e producono il triplo di emissioni tossiche. Soprattutto in
fase di decollo il consumo di carburante degli aerei è elevatissimo, così che
il danno ambientale aumenta in prossimità dell’aeroporto. Il rumore invece
raggiunge i suoi livelli massimi durante l’atterraggio.
I confronti fatti in bassa
atesina tra autostrada, ferrovia e aeroporto, dai quali risulta che gli aerei
siano i mezzi meno rumorosi, non convince. Non si sta discutendo di chiudere
l’autostrada o la ferrovia. Si potrebbe invece benissimo chiudere l’aeroporto.
Se i 25 milioni di Euro previsti per il suo ampliamento venissero investiti in
misure di protezione acustica per l’autostrada e la ferrovia, si
accontenterebbero molte più persone della nostra provincia.
Bolzano, 14.10.2006
Franco Bernard, portavoce
provinciale dei Verdi